Analizzare il DNA tumorale per prevedere l’evoluzione del linfoma

Cos’è il Linfoma? 

È la terza neoplasia più frequente al mondo. In Italia colpisce ogni anno circa 16.000 persone.

Interessa il sistema linfatico, cioè i linfociti, le cellule che ci difendono dalle infezioni e che sono presenti nei linfonodi, nella milza, nel timo e nel midollo osseo. Il linfoma può interessare queste aree, ma anche gli altri organi.

Si divide in 2 categorie: linfoma di Hodgkin e linfoma non-Hodgkin.

 

Come si individua?

Con l’analisi molecolare di DNA e RNA del tumore sulle cellule ottenute dalla biopsia del linfonodo, una tecnica invasiva perché utilizza la chirurgia.

 

E come si cura?

Fino a oggi con un trattamento basato sulla combinazione tra chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e, se necessario, il trapianto di cellule staminali: efficace, ma non per tutti i pazienti.

 

Oggi c’è un alleato in più

È una nuova tecnica, nata da una scoperta dei nostri ricercatori, e si chiama biopsia liquida: nel sangue dei pazienti oncologici circola una quota di DNA tumorale e la biopsia liquida consente di analizzare il DNA tumorale nel sangue e ottenere informazioni dettagliate sul linfoma del paziente. Con un grande vantaggio: è una tecnica non invasiva.

 

Gli obiettivi della Ricerca Humanitas sono importanti

I nostri ricercatori, insieme al gruppo del dottor Davide Rossi dello IOSI di Bellinzona, hanno avviato un progetto di ricerca per applicare la biopsia liquida ai Linfomi non-Hodgkin e al linfoma di Hodgkin.

Oggi sono in grado di ottenere il profilo del DNA tumorale dal sangue dei pazienti con queste neoplasie e individuare le diverse classi di rischio in base alle mutazioni presenti del DNA.

Questo consente di identificare con precisione la prognosi di ogni paziente, predire l’andamento della malattia, modificare la strategia terapeutica di misurare come cambia la malattia durante la chemioterapia

 

I protagonisti in laboratorio hanno bisogno del tuo aiuto

Due ricercatrici e un dottorando si dedicano all’estrazione del DNA e al suo sequenziamento.

I bioinformatici analizzano i dati.

Un medico senior e due medici specializzandi si occupano della raccolta dei dati clinici e della gestione dei pazienti che vengono arruolati negli studi di biopsia liquidi.

A loro sono destinati i fondi necessari per:

  • sostenere i costi della profilazione del genoma dei pazienti
  • effettuare le analisi dei dati mediante algoritmi con la collaborazione di esperti di bioinformatica e biologia computazionale.

 

Status del progetto

L’impegno previsto è di 5-8 anni e si svolgerà in collaborazione con altri importanti gruppi di ricercatori in Europa e in Italia.

 

Professor Carmelo Carlo-Stella

Capo Sezione Ematologia

 

Grazie al tuo sostegno possiamo prevedere l’evoluzione del linfoma e modificare la strategia terapeutica, migliorando la prognosi di un numero sempre più elevato di pazienti.