Ictus: personalizzare il trattamento alla luce dell’impronta digitale della malattia

Che cos’è l’ictus?

Tra le malattie neurologiche, l’ictus (o stroke) è una delle condizioni neurodegenerative più gravi. Ha un’altissima incidenza nel mondo e in Europa è la seconda causa di morte. Nel nostro Paese colpisce ogni anno più di 200.000 persone e 1 paziente su 5 mostra ricadute successive.

Si presenta in due tipologie: ictus ischemico e ictus emorragico.

 

Come si individua l’ictus ischemico?

L’ictus ischemico, che rappresenta il 75% di tutti gli ictus, è causato da un blocco dell’afflusso di sangue causato da un trombo o da un embolo.

 

E come si cura?

Il trattamento di elezione è la trombosi, ovvero la rimozione del trombo, con farmaci o procedure meccaniche che devono essere eseguite entro 4-5 ore e comunque entro le 24 ore dall’evento ischemico.

 

Come si individua l’ictus emorragico?

È causato dalla rottura di un vaso cerebrale. Il suo trattamento dipende dalla gravità dell’emorragia e può richiedere interventi neurochirurgici. La tomografia computerizzata (TC) dell’encefalo permette di distinguere tra ictus di natura ischemica o emorragica e di identificare la grandezza dell’area colpita e del tessuto a rischio.

 

E come si cura?

È importante che il paziente venga inserito in un programma di riabilitazione precoce per ridurre la disabilità residua e stimolare i processi neuronali che consentono il recupero delle funzioni.

 

Oggi c’è un alleato in più

Dalle informazioni ottenute con l’analisi dei marcatori del sangue e le immagini di risonanza i nostri ricercatori ottengono una sorta di “impronta digitale” della patologia, specifica per ogni singolo paziente: a partire da questa base sono in grado di identificare i trattamenti di riabilitazione più indicati per ciascun individuo.

 

Gli obiettivi della Ricerca Humanitas sono importanti

Lo scopo del progetto è quello di migliorare i risultati della terapia e della riabilitazione del soggetto con ictus, attraverso un intervento mirato a ciascun paziente in modo personalizzato. Per fare questo i ricercatori sono impegnati a “fotografare” – in modo specifico per ciascuno – aspetti della malattia che non sono normalmente indagati, in modo da ottimizzare il trattamento e renderlo “su misura”. Più nel dettaglio, si mira a definire per ogni paziente:

  • Profilo di nuovi biomarcatori nel sangue: l’ictus causa la morte delle cellule del sistema nervoso. Ciò provoca la produzione di sostanze che possono contribuire alla progressione del danno e che possono essere rilevate nel sangue.
  • Profilo metabolomico: nel corso di un ictus le cellule modificano la loro attività, il loro metabolismo cambia e cambia anche l’insieme dei prodotti metabolici presenti nel sangue (metaboloma). Determinare il metaboloma consente di capire che tipo di danno ha subito il paziente.
  • Imaging avanzato: grazie alla risonanza magnetica si analizzano aspetti microstrutturali e funzionali del cervello utilizzando metodiche innovative non ancora introdotte nella pratica clinica di routine del paziente con ictus.

Con le informazioni così ottenute il trattamento del paziente proseguirà anche dopo le dimissioni, con un processo di riabilitazione telematica (teleneuroriabilitazione) che gli permetterà di essere seguito a domicilio dallo specialista, connesso tramite internet.

 

I protagonisti in laboratorio hanno bisogno del tuo aiuto

L’intero Neuro Center di Humanitas (Stroke Unit, Neurologia, Neurochirurgia, Imaging, Riabilitazione e Laboratori di Ricerca) è coinvolto in questo progetto. In particolare:

  • il professor Franco Servadei, docente di Humanitas University e Presidente della Federazione Mondiale di Neurochirurgia
  • la dottoressa Maria Luisa Malosio, coordinatrice della ricerca clinica e dei biomarcatori
  • la professoressa Michela Matteoli, docente di Humanitas University e Direttore del Neuro Center in Humanitas.

 

I fondi necessari sono inoltre destinati a:

  • un ricercatore biostatistico, che si dedica all’analisi dei dati clinici
  • un ricercatore che si occupa della misurazione dei marcatori del sangue
  • l’acquisto di attrezzature necessarie per la riabilitazione a domicilio (tablet e programmi), in modo da poter seguire un numero sempre maggiore di pazienti.

 

Status del progetto

L’intero processo può essere portato a termine in 18-24 mesi.

 

 

Professor Franco Servadei, Docente di Humanitas University e Presidente della Federazione Mondiale di Neurochirurgia

Dottoressa Maria Luisa Malosio,Coordinatrice della ricerca clinica e dei biomarcatori

Professoressa Michela Matteoli, Docente di Humanitas University e Direttore del Neuro Center in Humanitas

 

Grazie al tuo sostegno possiamo identificare i trattamenti riabilitativi personalizzati e seguire il paziente anche a casa per via telematica.

 

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