La ricerca in ambito oncologico

Le prospettive di guarigione o di lungo-sopravvivenza nei pazienti oncologici sono migliorate nettamente negli ultimi 20-30 anni. Questo prezioso risultato è frutto dell’incessante lavoro di ricerca, che ci ha permesso – per esempio – di avere a disposizione nuovi farmaci, una chirurgia sempre più precisa e meno invasiva e nuovi macchinari per la radioterapia. Una vera e propria rivoluzione terapeutica che ha cambiato radicalmente le prospettive rispetto al passato. Si pensi che una volta, la maggioranza dei nostri pazienti aveva a disposizione solo chemioterapia o terapie ormonali; oggi invece il ricorso al trattamento chemioterapico si è ridotto, anche grazie all’avvento delle terapie con i farmaci biologici e dell’immunoterapia.

Le terapia con i farmaci a bersaglio molecolare e l’immunoterapia rappresentano i principali filoni di ricerca di Humanitas in ambito oncologico.

I farmaci a bersaglio molecolare

In Humanitas siamo impegnati nello sviluppo di terapie con farmaci a bersaglio molecolare e prendiamo parte alla sperimentazione e alla validazione di protocolli di trattamento con questi farmaci.

Oltre a essere coinvolti nello sviluppo di nuovi farmaci, la nostra ricerca verte nell’individuazione di fattori predittivi di risposta alla terapia e nell’identificazione di fattori di rischio per tossicità.

I farmaci a bersaglio molecolare, la cui somministrazione avviene generalmente per via orale e che rientrano nella cosiddetta medicina di precisione, hanno cambiato la prognosi di diversi tumori, come il tumore della mammella, il tumore del rene, il melanoma, i tumori neuroendocrini e i tumori polmonari prevalentemente se insorti in non fumatori.

Le terapie biologiche inoltre potenziano il risultato dell’ormonoterapia; è il caso dei farmaci inibitori delle cicline, la cui somministrazione alle pazienti con tumore mammario sensibili alla terapia ormonale, ha raddoppiato i risultati terapeutici. Siamo anche impegnati in studi che coinvolgono donne operate per tumore al seno e sottoposte a una combinazione di ormonoterapia e terapia biologica, per ridurre l’incidenza delle ricadute e migliorare la prognosi.

L’immunoterapia

L’immunoterapia rappresenta una vera rivoluzione in ambito terapeutico. Questo approccio punta ad aumentare le difese dell’organismo nei confronti delle cellule tumorali. Sebbene l’immunoterapia non si sia rivelata efficace in tutte le neoplasie, ha però fornito risultati ottimi in alcuni tumori, come il melanoma, i tumori ORL, il linfoma di Hodgkin, il tumore della vescica, il tumore del polmone e il carcinoma a cellule di Merkel.

Rispetto all’immunoterapia Humanitas è all’avanguardia anche per quanto riguarda la ricerca. Abbiamo contribuito allo sviluppo dell’immunoterapia di prima generazione (con i checkpoint inhibitors) e abbiamo partecipato agli studi per capire come selezionare i pazienti candidabili all’immunoterapia.

Oggi cerchiamo di potenziare gli effetti dell’immunoterapia, combinandola con farmaci a bersaglio molecolare o con la chemioterapia. Abbiamo in corso molti protocolli e progetti di ricerca in questo ambito di ricerca.

Siamo inoltre impegnati in una frontiera molto avanzata che vede l’applicazione dell’immunoterapia in ambito ematologico, in particolare con la tecnologia Car-T, che si è dimostrata altamente efficace  nei bambini con leucemia linfoblastica acuta e negli adulti con linfoma non Hodgkin. Humanitas sarà uno dei primi Centri in Italia a sperimentare l’applicazione della tecnologia Car-T anche nei tumori solidi.

Professor Armando Santoro, Direttore Humanitas Cancer Center