Microambiente tumorale e carcinoma tiroideo

Cos’è il carcinoma tiroideo?

È un tumore della tiroide e ha origine nella maggior parte dei casi dalle cellule follicolari, che compongono il tessuto tiroideo insieme alle cellule parafollicolari. A seconda della loro origine i tumori della tiroide si distinguono in carcinoma papillare, follicolare, midollare (forme differenziate) e anaplastico (forma indifferenziata).

È considerata una neoplasia rara poiché costituisce il 2% di tutti i tumori. Si può manifestare a tutte le età, con massima incidenza tra i 25 e i 60 anni e con una maggiore prevalenza nel sesso femminile. È invece rara nei bambini. La sopravvivenza è molto elevata: oltre il 90% a 5 anni nelle forme differenziate.

 

Come si individua?

Il sintomo più comune del tumore della tiroide è il riscontro alla palpazione o all’osservazione di un nodulo tiroideo. Solo il 3-5% di tutti i noduli della tiroide sono però forme tumorali maligne.

Una volta accertata la presenza di noduli tiroidei, in genere si effettuano ulteriori approfondimenti diagnostici, in particolare ecografia tiroidea, agoaspirato, scintigrafia tiroidea, misurazione dei livelli di calcitonina, test genetici, TAC, RMN e PET/CT.

 

E come si cura?

Esistono vari tipi di trattamenti, che si possono dividere in chirurgici e non chirurgici. La terapia radiante e la chemioterapia sono infine indicate nel caso di tumori altamente aggressivi e inoperabili.

 

Oggi c’è un alleato in più

È allo studio il ruolo del microambiente tumorale, ovvero l’ambiente cellulare ed extracellulare attorno al quale esiste e si sviluppa il tumore, nel contesto del carcinoma tiroideo.

 

Gli obiettivi della Ricerca Humanitas sono importanti

I ricercatori guidati da Marco Erreni, Imaging Technologist, Laboratorio Immunologia Cellulare, Unità Imaging, nell’ambito del progetto Cariplo, in collaborazione con l’Istituto Nazionale dei Tumori, stanno analizzando l’effetto che i mediatori infiammatori prodotti dalle cellule tumorali hanno sulla polarizzazione dei macrofagi tumore-associati (TAMs), un processo mediante il quale i macrofagi sono in grado di rispondere ai “segnali” provenienti dal loro microambiente.

  • Alcune ricerche hanno dimostrato che i TAMs svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del tumore e possono quindi essere considerati un valido obiettivo per terapie antitumorali.
  • I dati via via raccolti dimostrano che la produzione di prostaglandine da parte delle cellule tumorali può rappresentare uno dei meccanismi attraverso il quale il tumore è in grado di influenzare il fenotipo dei TAMs a proprio vantaggio, stimolando la progressione della patologia.

 

Ricercatori che hanno lavorato a questo progetto

In Humanitas hanno partecipato al progetto la Prof.ssa Allavena, la Dott.ssa Belgiovine e la Dott.ssa Avigni.

 

Status del progetto

Il progetto è iniziato nel 2014 e si è recentemente concluso con una pubblicazione su J Exp Clin Cancer Res nel maggio del 2019.

 

Il finanziamento è stato ottenuto con un grant della fondazione Cariplo: il gruppo della Dott. Greco (Istituto Nazionale Tumori, Milano) era il proponente principale come esperti del tumore tiroideo, noi abbiamo partecipato come partner group per l’aspetto legato al ruolo dei macrofagi associati al tumore (TAMs) nella progressione della malattia.

 

Dr. Marco Erreni, PhD

Ricercatore, Imaging Technologist

Laboratorio Immunologia Cellulare, Unità Imaging

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