Nanotecnologie per la cura dei tumori cerebrali pediatrici

Cosa sono i tumori cerebrali pediatrici?

Sono i tumori che colpiscono il sistema nervoso centrale (SNC). Fino a 15 anni di età rappresentano il 20-25% di tutte le neoplasie. In Italia si ammalano ogni anno tra 400 e 450 bambini: sono la seconda malattia tumorale infantile dopo le leucemie. I più diffusi tra i giovani pazienti sono quelli che si generano nella fossa posteriore del cervello (tumori cerebrali primari). Fra questi:

  • il medulloblastoma (MB), il più frequente in questa fascia d’età, che si sviluppa nel cervelletto, compromettendo il normale controllo della coordinazione dei movimenti degli arti, degli occhi e dell’equilibrio;
  • il glioma pontino intrinseco diffuso (DIPG)
  • il glioblastoma multiforme (GBM), diffuso anche in pazienti adulti.

 

Come si individua?

La risonanza magnetica nucleare (RMN) è la tecnica diagnostica più utilizzata se si sospetta una neoplasia del SNC. La tomografia assiale computerizzata (TAC) è altrettanto importante, specialmente per valutare la presenza di idrocefalo, sanguinamenti, liquidi ed emorragie.

 

E come si cura?

La scelta della terapia più adatta è guidata dal tipo di neoplasia, dalla sede del tumore, dall’età del paziente e dai possibili effetti collaterali del trattamento su un sistema nervoso in evoluzione.

  • Il programma terapeutico comprende sempre la chirurgia, se possibile, mentre un trattamento complementare con chemioterapia e/o radioterapia è effettuato in base ai risultati della chirurgia e dell’analisi istologica.

 

Oggi c’è un alleato in più

È una nuova strategia terapeutica che i ricercatori del Laboratorio di Farmacologia e Patologia del Sistema Nervoso stanno mettendo a punto per curare in particolare il medulloblastoma e il glioblastoma. La metodica utilizza terapie convenzionali (radioterapia e/o chemioterapia) in sinergia con strategie alternative, per esempio la somministrazione di nanovettori multifunzionali in grado di raggiungere proprio la “cellula bersaglio” diffondendo contro di essa molecole citotossiche.

 

Gli obiettivi della Ricerca Humanitas sono importanti

  • I progetti in corso prevedono l’impiego di nanovettori polimerici multifunzionali, sviluppati in collaborazione con il gruppo del professor Maurizio Masi (Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”, Politecnico di Milano), per incapsulare agenti chemioterapici (doxorubicina, selumetinib e altri).
  • L’efficacia di questi nanovettori viene testata prima in vitro e in seguito, se dimostrano potenzialità terapeutiche, in vivo, utilizzando cellule staminali tumorali isolate da pazienti affetti da medulloblastoma (Medulloblastoma Stem-like Cells, MSCs).

 

I protagonisti in laboratorio hanno bisogno del tuo aiuto

I progetti sono svolti dai ricercatori del Laboratorio Farmacologia e Patologia Sistema Nervoso (professoressa Michela Matteoli e dottoressa Lorena Passoni).

A loro sono destinati i fondi per:

  • scoprire nuovi metodi per rendere la barriera ematoencefalica più penetrabile dai farmaci chemioterapici
  • individuare molecole citotossiche (chemoterapici, small inhibiting molecules) da incapsulare nei nanovettori come agente singolo o come combinazione di molecole
  • identificare strategie per aumentare la capacità di colpire in modo mirato le cellule tumorali.

 

Ricercatori che lavorano a questo progetto

La Dr.ssa Lorena Passoni coordina il gruppo. Al momento lavora full-time solo un ricercatore, ma se ne aggiungono altri 3 part-time che  si occupano principalmente di altri progetti ma che occasionalmente sono coinvolti anche in questo progetto.

 

Status del progetto

Lo studio, finanziato da Fondazione Veronesi, è iniziato a gennaio 2017 e si concluderà a dicembre 2021.

 

Prof.ssa Michela Matteoli, Dr.ssa Lorena Passoni

Laboratorio Farmacologia e Patologia Sistema Nervoso

 

Grazie al tuo sostegno possiamo individuare la strategia terapeutica in grado di migliorare la cura di un numero sempre più elevato di giovani pazienti.

 

 

 

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