

Nuove prospettive per la cura, insieme.
Nuove prospettive per la cura, insieme.
LA RICERCA APRE NUOVE STRADE PER LA SALUTE MASCHILE
Negli ultimi anni, la Ricerca ha aperto nuove possibilità per la diagnosi e il trattamento delle malattie urologiche. Ma alcune sfide restano ancora aperte, soprattutto quando una malattia può ripresentarsi nel tempo e richiedere cure e controlli prolungati.
#IlBluinRicerca nasce per dare attenzione a queste sfide: nel mese dedicato alla salute maschile, Fondazione Humanitas per la Ricerca mette al centro i progressi scientifici e le nuove prospettive di cura, con uno sguardo particolare alla qualità della vita dei pazienti.
Perché migliorare le cure non significa soltanto trattare una malattia, ma anche cercare nuove soluzioni per ridurne il rischio di ricomparsa e rendere il percorso terapeutico sempre più efficace e sostenibile.
Perché più risposte trova la Ricerca, più possibilità possiamo offrire ai pazienti.
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Nuove strategie terapeutiche, un migliore controllo della malattia, una maggiore qualità della vita.
La Ricerca continua ad aprire nuove prospettive per la salute maschile. Anche grazie a te.
HOLEP E BCA: NUOVE PROSPETTIVE PER LA CURA DEL 
Ricevere una diagnosi di tumore della vescica significa spesso affrontare un percorso che non si esaurisce con il primo trattamento. Anche quando viene individuata nelle fasi iniziali, infatti, questa malattia presenta un’elevata probabilità di ripresentarsi, rendendo necessari controlli e terapie nel tempo.
Per alcuni pazienti, a questa condizione si aggiunge l’ipertrofia prostatica benigna, che può ostacolare il corretto svuotamento della vescica. Una difficoltà che, secondo alcune evidenze scientifiche, potrebbe influire anche sull’efficacia delle terapie e sul rischio di recidiva del tumore.
Da questa osservazione nasce il progetto di Ricerca dell’Unità di Urologia di Humanitas Gavazzeni e Humanitas Castelli, guidato dal Prof. Angelo Porreca, che vuole comprendere se migliorare lo svuotamento della vescica possa contribuire anche a ridurre il rischio che la malattia si ripresenti.
Attraverso lo studio della HoLEP, una tecnica chirurgica mini-invasiva già utilizzata per trattare l’ostruzione prostatica, i ricercatori valuteranno la possibilità di migliorare il controllo del tumore, l’efficacia delle terapie e la qualità della vita dei pazienti.
Il progetto avrà una durata di cinque anni e potrà coinvolgere tra 100 e 200 persone, seguendole nel tempo per comprendere i possibili benefici di questo approccio.

L’obiettivo è raccogliere nuove evidenze scientifiche che possano aprire la strada a percorsi terapeutici sempre più personalizzati, capaci di rispondere non soltanto alla malattia, ma anche ai bisogni di chi la affronta.
Perché ridurre il rischio che un tumore si ripresenti significa anche cercare di restituire ai pazienti una maggiore serenità nel loro percorso di cura.
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Per continuare a cercare risposte, ridurre il rischio di recidiva e offrire ai pazienti prospettive sempre migliori.
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OLTRE LA CURA, NUOVE SFIDE PER LA RICERCA
La Ricerca sul tumore della vescica, oggi, esplora nuove possibilità per affrontare le sfide ancora aperte nella cura di questa malattia e migliorare le prospettive di cura dei pazienti.
Dalla prevenzione delle recidive all’efficacia delle terapie, fino alla qualità della vita: sono diversi gli ambiti su cui la Ricerca continua a interrogarsi, con l’obiettivo di raccogliere nuove conoscenze e sviluppare approcci terapeutici sempre più mirati.
Un impegno che si traduce in nuove domande e nuove possibilità da esplorare.

RIDURRE IL RISCHIO DI RECIDIVA
Studiare nuove strategie per diminuire la probabilità che il tumore si ripresenti dopo il trattamento e migliorare il controllo della malattia nel tempo.

TERAPIE PIÙ EFFICACI E PERSONALIZZATE
Comprendere come migliorare l’efficacia dei trattamenti e individuare gli approcci terapeutici più adatti alle caratteristiche e ai bisogni di ogni paziente.

MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA
Valutare l’impatto dei trattamenti sul benessere quotidiano dei pazienti, per rendere il percorso terapeutico sempre più attento alle loro esigenze.
Ogni nuova conoscenza può aprire la strada a percorsi di cura sempre più efficaci e personalizzati. Perché il futuro della Ricerca si costruisce anche attraverso la possibilità di migliorare la vita delle persone che affrontano la malattia.