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Enciclopedia

Cheratosi attinica

Detta anche cheratosi solare, la cheratosi attinica si presenta come una lesione precancerosa della cute che si manifesta in particolar modo dopo i 40 anni, a seguito dell’effetto cumulativo dell’esposizione solare. Le lesioni con cui si presenta tale disturbo, ricoperte di squame o di croste ruvide al tatto, si manifestano di solito  sulle regioni del corpo più spesso esposte al sole: viso, orecchie, cuoio capelluto, labbra, dorso delle mani, avambracci, spalle e collo.

Che cos’è la cheratosi attinica?

La lesione all’inizio si manifesta come una placca eritematosa di piccole dimensioni coperta da squame o croste di colore bruno-rossastro. La progressione è piuttosto lenta e ogni placca può arrivare a superare le dimensioni di 1-2,5 cm di diametro. In genere la cheratosi attinica si presenta con lesioni multiple. In base ai dati il 26% delle cheratosi attiniche regredisce spontaneamente, mentre quasi il 60% può portare a carcinomi cutanei squamo-cellulari.

Quali sono le cause della cheratosi attinica?

La causa fondamentale è la prolungata esposizione alla luce solare in relazione alla fotosensibilità di ogni soggetto. Anche le lampade abbronzanti possono causare la cheratosi attinica.

I soggetti più a rischio sono quelli con pelle chiara e chiarissima, e con capelli biondi o rossi e occhi azzurri o verdi; i soggetti che lavorano o fanno sport per diverse ore all’aperto; quelli che presentano un sistema immunitario indebolito. I soggetti che hanno soggiornato in Paesi tropicali o equatoriali.

Quali sono i sintomi della cheratosi attinica?

Occorre prestare una certa attenzione all’insorgenza di piccole placche eritematose che si desquamano: questo tipo lesioni, in effetti, possono causare prurito e bruciore, ma possono anche non dare alcun sintomo evidente.

Come prevenire la cheratosi attinica?

Per prevenire l’insorgere della cheratosi attinica il metodo più opportuno è quello di proteggersi dal sole. Ecco alcune semplici regole da adottare:

  • Esporsi al sole in modo responsabile indossando  abiti protettivi, occhiali da sole, cappelli e, per le aree del corpo che rimangono scoperte, utilizzare un foto riflettente minerale naturale. Evitare di esporsi ai raggi solari nelle ore più calde dei mesi estivi, ossia tra le 11 e le 16.
  • Evitare le ustioni e l’abbronzatura artificiale.
  • Osservare attentamente l’intera superficie del corpo periodicamente – senza tralasciare il cuoio capelluto – e rivolgersi al medico quando si ha una lesione cutanea che: provoca dolore, prude o brucia; trasuda o sanguina; diventa squamosa; presenta variazioni in termini di dimensioni, forma, colore o elevazione.

 

Diagnosi

Di solito la diagnosi di cheratosi attinica viene effettuata senza particolari problemi dal dermatologo.

Con una visita specialistica il medico è in grado di differenziare la cheratosi attinica da altre malattie che interessano la cute. Una biopsia può essere richiesta nel caso in cui il medico ritenga necessario accertarsi che la lesione non si sia evoluta in tumore.

 

Trattamenti

Dato che la cheratosi attinica, se non trattata, può diventare un carcinoma squamo-cellulare, il trattamento delle lesioni ha proprio la finalità di scongiurare lo sviluppo di neoplasie. Varie sono le opzioni disponibili:

  • Terapie ablative (curettage, diatermocoagulazione)
  • Terapia fotodinamica topica
  • Terapie topiche a base di farmaci immunomodulanti
  • In genere le terapie ablative sono utilizzate per trattare lesioni singole o presenti in un numero limitato di lesioni sparse. Le terapie topiche sono invece adoperate nel caso di lesioni multiple e sparse.