Medicine Rocks: la musica suona per la Ricerca

Il palco dell’Alcatraz di Milano ospiterà, martedì 26 novembre alle ore 21, la prima edizione di Medicine Rocks: un evento nato per ricordare Tomaso Cavanna, noto produttore di eventi nel mondo musicale, scomparso prematuramente per un tumore lo scorso agosto.

L’intero ricavato della serata verrà devoluto a Fondazione Humanitas per la Ricerca e in particolare sosterrà gli studi di un giovane ricercatore per lo sviluppo di un nuovo approccio di nano-immunoterapia.

La nascita di Medicine Rocks

“Dopo la morte di Tomaso, i suoi amici e gli artisti che avevano avuto modo di lavorare con lui, hanno manifestato la voglia di fare qualcosa in suo ricordo. Volevamo però che fosse qualcosa di concreto e che potesse essere di aiuto: è nata così l’Associazione Medicine Rocks, con l’obiettivo di organizzare e promuovere eventi musicali, artistici e di altra natura al fine di sostenere la Ricerca sull’immunoterapia e la nanomedicina, nuove frontiere nella cura delle neoplasie”, spiega Edy Campo, compagna di una vita di Tomaso e presidente dell’Associazione Medicine Rocks.

La serata all’Alcatraz di Milano

Saranno molti i grandi artisti vicini a Tomaso che si avvicenderanno sul palco dell’Alcatraz per ricordarlo: Almamegretta, Andro/Negramaro, Bluvertigo, Alex Britti, Bud Spencer Blues Explosion, Casino Royale, Claudio Coccoluto, Diego Mancino, Don Joe, Jack Jaselli, Joan Thiele, Lorenzo “Jovanotti” Cherubini, Negrita Unplugged, Pisti, Salmo, Saturnino, Shazami, Stefano Fontana, Subsonica, Willie Peyote.

La conduzione della serata sarà affidata a Victoria Cabello e Marco Maccarini.

Per accedere alla serata ogni partecipante potrà effettuare una donazione minima di 30 euro all’Associazione Medicine Rocks, tramite il sito: https://www.mailticket.it/manifestazione/KT28.

Il sostegno alla Ricerca

I fondi finanzieranno una posizione di ricercatore, intitolata a Tomaso Cavanna, per sostenere lo sviluppo di un nuovo approccio di nano-immunoterapia. La Ricerca si svolgerà parte in Humanitas e parte a Houston, dove opera il professor Ennio Tasciotti (Houston Methodist Research Institute Department of Nanomedicine), come ci spiega il professor Antonio Sica, Principal Investigator del Laboratorio di Immunologia molecolare di Humanitas.

“Il giovane ricercatore lavorerà nel nostro laboratorio che è da sempre impegnato nello studio della relazione tra tumori e sistema immunitario: il tumore infatti è in grado di disarmare le difese immunitarie e l’immunoterapia, proprio perché capace di riattivarle, rappresenta una nuova strategia entrata ormai nella pratica clinica. L’incontro con il professor Tasciotti è avvenuto qui in Humanitas, quando l’abbiamo invitato per un seminario e ci ha presentato alcuni aspetti nuovi, ovvero la produzione di nanoparticelle. Il ricercatore, a Houston, potrà apprendere proprio i principi di Medicina Biomimetica sviluppati da Tasciotti e lavorare su questa nuova frontiera della Ricerca clinica traslazionale. Questa collaborazione tra i due Istituti gli consentirà di acquisire competenze trasversali, nanotecnologiche e immunoterapiche.

Uno dei problemi principali nella cura del cancro (ma più in generale delle terapie), è la selettività dei farmaci e dell’attività terapeutica; queste tecnologie permetteranno di migliorare la selettività d’azione e dunque l’efficacia delle terapie stesse. Puntiamo a generare nuove nanoparticelle in grado di veicolare un’attività terapeutica in modo più selettivo contro le cellule cancerogene, abbassando anche gli effetti di tossicità. È una terapia sperimentale in studio da un paio di decenni ed essere più selettivi è un target molto ambizioso. Ci sono stati però notevoli progressi e il prof. Tasciotti ha pensato a un’ulteriore ingegnerizzazione per rendere queste nanoparticelle ancora più selettive e le testeremo nei nostri modelli di studio sul cancro”, ha concluso il professor Sica.