NO TOBACCO DAY – Tutti i rischi del fumo

Il 31 maggio 2021 è la Giornata Mondiale senza tabacco.

Questa ricorrenza è stata indetta nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per sensibilizzare sugli effetti nocivi e mortali dell’uso del tabacco e dell’esposizione al fumo passivo e per scoraggiare l’uso del tabacco in qualsiasi forma.

Ogni anno un numero troppo elevato di persone si ammala di patologie correlate al fumo. E il numero di decessi è impressionante: sempre secondo l’OMS il tabacco uccide circa 7 milioni di persone l’anno e sarebbe responsabile del 25% di tutti i decessi per tumore a livello globale. 

Cosa succede nel nostro Paese

Sarebbero attribuibili al fumo di tabacco oltre 93 mila morti l’anno, di cui più del 25% decessi prematuri, in età tra i 35 ed i 65 anni. Altri numeri: una persona su 4 è fumatore. Il consumo medio giornaliero è di circa 12 sigarette, ma un quarto dei fumatori ne consuma più di un pacchetto. E poi ci sono i giovani: «i fumatori in Italia aumentano soprattutto tra i giovani e questo è molto preoccupante e dannoso per il nostro futuro», afferma Armando Santoro, direttore di Humanitas Cancer Center. Oltre la metà dei giovani fumatori tra i 15 e 24 anni fuma già più di 10 sigarette al giorno e oltre il 10% più di 20. E non ultimo, la mortalità e l’incidenza sono in calo tra gli uomini ma in aumento tra le donne. 

Fumare fa male, per tantissimi motivi

Anche i fumatori sanno che una delle principali patologie fumo-correlate è il carcinoma polmonare che nel nostro Paese è la prima causa di morte per neoplasia. Il fumo di tabacco è riconosciuto essere fortemente associato ad altre forme di tumore, come quello di cavo orale e gola e alcuni tipi di leucemie, a malattie cardio-cerebrovascolari, come ictus e infarto, e malattie respiratorie (enfisema, asma e broncopolmonite cronica ostruttiva).   

Com’è possibile che una semplice sigaretta, o in generale fumare, sia così dannoso?

I motivi sono diversi e legati alle sostanze nocive presenti nella sigaretta e alla loro combustione Ogni sigaretta contiene almeno 4000 sostanza dannose di cui almeno 200 sono addirittura cancerogene. Ma esistono anche altri danni meno conosciuti che le sigarette sono in grado di provocare.

Accendere una sigaretta significa produrre (e assorbire) monossido di carbonio.

Il monossido di carbonio (CO) è un gas che si trova nell’ambiente: è emesso durante la combustione, ad esempio negli scarichi delle industrie, nei gas di scarico delle auto, nelle caldaie. E si produce anche con la combustione del tabacco e della carta all’interno della sigaretta. Probabilmente nemmeno chi fuma sa che la maggior fonte di contaminazione da monossido di carbonio per un fumatore medio è il fumo di sigaretta. 

Il monossido di carbonio si lega ai globuli rossi, sostituendo l’ossigeno normalmente presente nel sangue, e lo fa con una potenza 325 volte superiore rispetto all’ossigeno: quando si fuma (ma anche quando non si fuma) i globuli rossi trasportano meno ossigeno e, di conseguenza, ogni tessuto ne ha meno da utilizzare, tra cui organi vitali come cuore, polmoni, intestino, gola, cervello, placenta. 

 Se fumi ti si “legge in faccia”.

La nicotina e le tossine contenute nei prodotti di combustione del tabacco danneggiano la pelle, soprattutto quella del viso: promuovono processi di invecchiamento, facilitano la disidratazione e la perdita di luminosità, la rendono giallognola e rugosa, facendola invecchiare precocemente. Queste sostanze sono particolarmente lesive per le fibre collagene e l’elastina presenti negli strati profondi della cute, indispensabili per garantire tono ed elasticità alla pelle.

E poi c’è il danno meccanico, legato alla ripetitività dei movimenti o all’aspirazione del fumo, che favorisce le rughe d’espressione. 

Se ti rompi una caviglia la colpa può essere anche del fumo.

Questo è una delle conseguenze del fumo che ben pochi conoscono. Eppure gli esperti stanno constatando che il fumo aumenta il rischio di osteoporosi, cioè la riduzione della densità dell’osso, che rischia di fratturarsi più facilmente. E non solo: fumare rallenta i processi di riparazione e raddoppia i tempi di guarigione, sia in caso di recupero dopo una frattura, sia la rimarginazione di una cicatrice o la riparazione di un muscolo, legamento o tendine. E in caso di protesi articolari di anca, spalla, ginocchio e interventi di ricostruzione, l’impatto del fumo sul microcircolo fa sì che l’osso non riesca a legarsi alla protesi e che questa rimanga solo appoggiata. Così, la funzionalità della protesi rimane fortemente compromessa e, col tempo, rischia di muoversi e rendere necessario un nuovo intervento.

Il fumo passivo è altrettanto dannoso.

Per questo è così importante non fumare in presenza di bambini, anziani, e in generale, è bene accendere una sigaretta lontano da altre persone anche quando ci si trova all’aperto. Il fumo passivo è dannoso quanto quello attivo perché viene assimilato come da chi fuma direttamente. E così provoca quasi un milione di morti l’anno nel mondo, sempre secondo l’OMS.

Spegnere l’ultima non è affatto facile. Per questo non bisogna iniziare mai.

È tutta colpa della nicotina, una sostanza presente nel tabacco, che dà dipendenza, ovvero rende difficoltoso smettere di assumere quella molecola. La causa della dipendenza è la capacità della nicotina di aumentare la secrezione di neurotrasmettitori che agiscono nella regolazione dell’umore e del comportamento. Fra questi c’è la dopamina, una molecola coinvolta nella generazione della sensazione di piacere, ed è proprio questo effetto a provocare la dipendenza dal tabacco.

 Ci sono tantissimi buoni motivi per smettere di fumare.

I benefici? Praticamente immediati.

  •     Dopo 20 minuti – si abbassa la frequenza cardiaca, che tenderà a normalizzarsi.
  •     Dopo 2 ore – si normalizzano i livelli di pressione del sangue, con benefici anche alla circolazione
  •     Dopo 12 ore – diminuiscono i livelli di monossido di carbonio nel corpo, mentre aumentano quelli di ossigeno nel sangue
  •     Dopo 24 ore – si riduce il rischio di malattia coronarica
  •     Dopo 2 giorni – si recupera del senso del gusto e dell’olfatto, e dopo 3 giorni migliora anche la capacità polmonare.
  •     Dopo 2-8 settimane – migliora l’aspetto di pelle e capelli 
  •     Dopo 1-9 mesi – diminuisce la tosse e il fiato corto. Dopo un mese senza sigarette, le ciglia polmonari (minuscole strutture che spingono il muco fuori dai polmoni) iniziano a ripararsi 
  •     Dopo 1 anno si registra un calo del rischio di malattie cardiovascolari
  •     Dopo 5 anni diminuisce il rischio di infarto e di malattia neoplastica
  •     Dopo 15 anni dall’ultima sigaretta, il rischio di malattia cardiovascolare, bronchite cronica ed enfisema è pari a quello di un non fumatore, e così anche quello di insorgenza di tumore

 

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