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CATERINA

Piantare semi e far germogliare la vita

Essere Caterina, equilibrio perfetto tra il rigore scientifico e il richiamo viscerale della terra. Docente e chimica farmaceutica, applica alla vita la stessa devozione che dedica ai suoi studi: toccare la terra, prevedere il flusso dell’acqua e imparare a farsi da parte per dare spazio a ciò che deve germogliare. È nella sintesi tra l’anima accademica e la passione per la natura che nasce il suo sogno più grande: una dimensione inclusiva, immersa nel verde, per ragazzi con disabilità, dove l’elaborazione delle materie vegetali e l’agricoltura diventano cura, sostentamento e comunità.
Rifiuta la “vita confezionata e asservita” per abbracciare una scomodità consapevole.
Nel suo laboratorio di affetti ci sono il ricordo vivo di papà Aldo, riflesso nei suoi stessi occhi, e la tenacia della mamma; gli abbracci complici con il fratello e la sorella per riempire il “sacchetto dei vizi invisibili” e la maestria di chi sa trasformare la frutta calda di sole nelle marmellate condivise con l’amica Martina. C’è una storia fatta di fiducia, ricostruita un mattoncino alla volta, e c’è il tifo incondizionato per il figlio Francesco.
Caterina ha imparato a spostare le montagne un passo alla volta. Tra le colline del Piemonte e il mare della Sardegna, continua a coltivare la propria libertà, piantando semi di futuro con la consapevolezza di chi sa finalmente curarsi.