Prima del Coronavirus: le pandemie ed epidemie dal ‘900 a oggi

 

Covid-19 è l’ultima di una serie di pandemie che, dal Novecento a oggi, hanno
sconvolto il nostro pianeta: dall’influenza spagnola all’epidemia SARS, dall’Ebola alla
influenza aviaria, nell’ultimo secolo sono state molte le epidemie, la maggior parte
delle quali sconfitte grazie al lavoro di ricercatori e medici di tutto il mondo.

 

L’influenza spagnola

L’influenza spagnola è stata un’epidemia influenzale che, nel biennio 1918-1920, ha
causato la morte di quasi 50 milioni di persone. Il numero è impressionante anche
perché a conti fatti la Prima Guerra Mondiale, altamente sanguinosa, aveva causato
la metà delle vittime.

Il primo caso fu registrato negli Stati Uniti, ma la pandemia prese il nome di
“Influenza spagnola” a causa della forte censura di guerra che, all’epoca, i giornali di
tutto il mondo stavano attuando. I giornali spagnoli furono semplicemente i primi a
parlare di pandemia, e così si credette che fosse limitata, appunto, alla sola Spagna.
Il virus influenzale, poi, si espanse con facilità insieme alle truppe sui fronti, facilitata
dalla scarsa condizione igienica in cui i soldati erano costretti a vivere.

Questo virus è considerato l’antenato dei 4 ceppi di influenza: A, A/l’H1N1 e A/H3N2,
e del virus A/H2N2. Questi virus hanno circolato fino al 1977, quando l’H1N1 è
riemerso causando un’ altra epidemia, chiamata influenza Russa, che si diffuse
rapidamente colpendo soprattutto i giovani con meno di 25 anni con manifestazioni
cliniche lievi, anche se tipicamente influenzali.

 

L’influenza Asiatica

Comparsa nella pensola di Yanan, in Cina, nel 1957, la pandemia asiatica è stata
generata da un virus influenzale A, l’H2N2. L’influenza asiatica ha causato circa 2
milioni di morti ed era di origine aviaria: questo significa che il virus era presente
negli uccelli e poi è stato trasmesso all’uomo, con conseguenze anche mortali.

 

La pandemia del 1968

Nel 1968 ci fu un’altra pandemia influenzale, generata a Hong Kong, dal sottotipo
H3N2. La pandemia, che si diffuse in tutta l’Asia, non ebbe gravi conseguenze in
Europa quanto negli Stati Uniti.

Questo accadde grazie al fatto che uno dei due antigeni di cui era composto il virus
aveva già colpito, 11 anni prima, la popolazione asiatica, che aveva sviluppato
l’immunità.

In tutto la pandemia del 1968 causò oltre un milione di vittime.

 

L’HIV

L’HIV è stata probabilmente la pandemia più importante della nostra storia recente, e
ha ucciso più di 25 milioni di persone.

L’HIV (virus dell’immunodeficienza umana) non è di per sé un virus letale: nella
pratica, provoca un progressivo indebolimento del sistema immunitario, attaccando e
distruggendo i linfociti CD4, un particolare tipo di globuli bianchi responsabili della
risposta immunitaria dell’organismo fino a renderlo vulnerabile nei confronti di altri
virus, batteri, protozoi, funghi e tumori.

I primi casi registrati sono del 1981 e il virus ha colpito tutti i Paesi, in modo
particolarmente grave quelli del Terzo Mondo. Il virus si trasmette principalmente in
tre modi: per via sessuale, tramite rapporti non protetti; per via ematica, tramite il
sangue; e per via verticale, ossia da madre al figlio durante il parto o attraverso
l’allattamento.

In base alle conoscenze attuali, HIV è suddiviso in due ceppi: HIV-1 e HIV-2. Il primo
dei due è prevalentemente localizzato in Europa, America e Africa centrale. HIV-2,
invece, si trova in Africa occidentale.

Attualmente non esistono cure per l’eradicazione dell’infezione da HIV. Il trattamento
dell’infezione da HIV consiste in un controllo del virus attraverso una combinazione
di farmaci che blocca la replicazione del virus, riducendo carica virale e
conseguentemente la distruzione del sistema immunitario.

 

La SARS

Il 2003 è l’anno della SARS (Sindrome Acuta Respiratoria Grave), una forma atipica
e particolarmente grave di polmonite, che uccide immediatamente 800 persone. La
SARS ha avuto origine in una provincia cinese ed è stata scoperta da un medico
italiano, Carlo Urbani, morto della stessa malattia.

In totale, da novembre 2002 a luglio 2003, la SARS ha determinato 8096 casi in 17
Paesi, con un tassi di letalità del 10%.

 

L’influenza suina

Nel 2009 ci fu un nuovo allarme pandemia: l’influenza suina, causata da un virus del
ceppo H1N1, ha causato migliaia di morti e centinaia di migliaia di contagi. Il virus si
è particolarmente sviluppato nel continente americano e ha colpito prevalentemente
uomini adulti in buona salute.

L’infezione si trasmette da uomo a uomo per via aerea, come le comuni influenze:
l’assunzione di carne di maiale non comporta la possibilità di contrarla.

 

L’Ebola

L’Ebola è stata scoperta nel 1976 nella Repubblica Domenicana del Congo e nel
Sudan e, nel 2014, è stata riscontrata una nuova ondata di epidemia. Si tratta di un
virus a RNA, che colpisce principalmente l’uomo e i primati, ma ne sono portatori
anche i pipistrelli da frutta e causa una febbre emorragica che si trasmette attraverso
fluidi corporei.

La mortalità è molto elevata: se non curata immediatamente, si calcola una
percentuale di decessi del 50-90%.

 

L’importanza della Ricerca

Le epidemie si possono contrastare insieme, grazie a uno strumento prezioso: la
Ricerca. È grazie alla Ricerca, infatti, che abbiamo terapie e vaccini contro alcune
delle malattie più pericolose che hanno sconvolto il nostro Pianeta.

Solo acquisendo informazioni sul virus e conoscendolo a fondo possiamo agire. Al
momento conosciamo molto poco le risposte immunitarie nei confronti del
Coronavirus SARS-CoV-2 che causa Covid-19: non sappiamo, ad esempio, se gli
anticorpi siano protettivi né quanto duri la memoria immunologica. E non sappiamo
con certezza se la nostra prima linea di difesa (l’immunità innata e che da sola
gestisce ed elimina più del 90% dei virus e batteri che incontriamo) funzioni e possa
essere attivata anche nei confronti del Coronavirus.

Per questi motivi anche la Ricerca Humanitas si è attivata coordinando diversi studi
basati proprio sulla relazione tra sistema immunitario e Coronavirus SARS-CoV-2
con l’obiettivo di mettere a punto nuovi strumenti di diagnosi della malattia.
Scopri di più su: fondazionehumanitasricerca.it.

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